A scuola, i primi programmi.
All’ITIS a indirizzo informatico costruisco le basi tecniche: i primi programmi, il ragionamento dietro al codice e la curiosità di capire come funzionano le cose.
Software engineer indipendente. Sviluppo software dal 2018, oggi come Komorebi.

Ho studiato informatica e poi Nuovi Media all’Accademia di Belle Arti.
Mi piace capire come funzionano le cose. Nel lavoro cerco di costruire strumenti che aiutino a decidere e tolgano lavoro ripetitivo a chi li usa.
Dal 2018 ho lavorato a oltre 40 progetti in almeno otto settori, tra consulenza, prodotti miei e lavoro indipendente. Qui racconto quelli che spiegano meglio il mio percorso.
È la luce che filtra tra le foglie. Mi ricorda il legame con la natura e la possibilità di rallentare. Una parola a cui sono così legato da essermela tatuata. Con grande dispiacere di mia madre, non è l’unico tatuaggio.
Fuori dal lavoro mi trovi a pianificare il prossimo viaggio in Giappone, a esplorare posti nuovi o immerso in un libro, un anime, un manga. Le pause mi ricaricano; i viaggi mi danno prospettiva anche su quello che costruisco.
All’ITIS a indirizzo informatico costruisco le basi tecniche: i primi programmi, il ragionamento dietro al codice e la curiosità di capire come funzionano le cose.
All’Accademia di Belle Arti studio Nuovi Media. Nella tesi metto insieme reti neurali e analisi dell’estetica degli stili artistici. È lì che inizio a esplorare l’AI come strumento creativo.
Dal tirocinio al coordinamento di piccoli team, lavoro su dati sportivi live, piattaforme IoT per flotte e business intelligence per multinazionali. Settori diversi e rapporto diretto con i clienti.
Ho imparato a progettare su larga scala, pensando anche a cosa succede quando qualcosa va storto e alle persone che dipendono da quei sistemi.
Mi prendo una pausa dal lavoro. Viaggio, passo tempo con le persone che amo e torno a dedicarmi a quello che mi piace fare. È in quel periodo che decido di mettermi in proprio: lavorare a modo mio, continuare a studiare e costruire prodotti con una visione mia.
Poi ho cofondato una società e sviluppato Footprint e Tradepick.ai. Decidevo cosa costruire e scrivevo le specifiche, assumendomi il rischio e il costo degli errori.
Lavorare su prodotti miei mi ha insegnato a occuparmi delle scelte di prodotto insieme al codice.
Avvio la mia attività indipendente come Komorebi. Seguo i progetti dei clienti dall’inizio al rilascio e continuo a costruire prodotti miei.
Oggi lavoro su una pipeline pensata per un archivio di 600.000 referti, un assistente per la pianificazione nutrizionale e una piattaforma di recruiting di cui seguo sviluppo e infrastruttura. Porto avanti il lavoro dal backend all’interfaccia, comprese integrazioni e decisioni tecniche.
Accanto al lavoro con i clienti, sto costruendo dia: un progetto imprenditoriale che unisce sensori indossabili e intelligenza artificiale per comprendere il movimento, partendo dalla corsa. È ancora in sviluppo.